Lalù – Barolo del Comune di Monforte d’Alba – 2022

Il Barolo del Comune di Monforte d’Alba nasce nel 2022, prima annata prodotta da Lalù da una vigna acquistata proprio quell’anno, ma già lavorata da Lara e Luisa nel 2018 e 2019. La parcella si trova nella parte più alta e al limite del comune di Monforte, a oltre 500 metri di altitudine, in una zona poco fertile e caratterizzata da suoli di origine marina con una forte presenza di sabbia. Un terreno piuttosto insolito per Monforte, capace di donare al Nebbiolo maggiore finezza senza privarlo della struttura tipica del territorio. La fermentazione avviene spontaneamente in un tino aperto da 25 ettolitri, con una gestione molto delicata del cappello e una macerazione compresa tra 30 e 50 giorni. Il vino affina per 24 mesi in rovere austriaco e termina il proprio percorso con tre mesi in cemento.L’annata calda e asciutta regala un Barolo di grande bevibilità, con profumi di ciliegia rossa, fiori, tè nero e leggere sfumature affumicate. Al palato è succoso ed elegante, con tannini presenti ma gentili e un carattere più accessibile rispetto alla consueta austerità dei Baroli di Monforte. Un vino già piacevole da giovane, ma con struttura e freschezza sufficienti per evolvere nel tempo.

  • Produttore: Lalù
  • Nome: Barolo del Comune di Monforte
  • Vitigno: Nebbiolo
  • Anno: 2022
  • Gradazione: 14,5%
  • Formato: 750 ml
  • Produzione: 3094 bottiglie

Note Produttive: fermentazione spontanea in un tino aperto da 25 ettolitri, invecchiamento per 24 mesi in botti di rovere austriaco, più breve passaggio in vasche di cemento prima di passare all’affinamento in bottiglia.

Il vino contiene naturalmente solfiti

84,00€

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Descrizione

Lara e Luisa sono due vere “wine lovers” che dopo essersi conosciute all’università hanno intrapreso un sogno, ossia produrre un vino tutto loro. Senza alcuna radice contadina ma con grande voglia e audacia fondano la loro azienda Lalù nel 2019 a Serralunga d’Alba, dopo aver fatto numerose esperienze sia in Langa presso varie cantine che all’estero come in Borgogna, Argentina e Sudafrica. Le prime barbatelle di nebbiolo vengono piantate nel 2015 a la Morra e Monforte d’Alba, e ad oggi possiedono 3,5 ettari dove vi è grande amore e riverenza verso la terra rispettando i tempi della natura in un contesto biologico che preserva la salute delle cose. La loro visione sta nella interpretazione dell’annata seguendo ogni vendemmia nel modo più sensibile e attento possibile in modo che in cantina durante le vinificazioni non si alteri la materia prima. Due ragazze che rappresentano una nuova generazione di donne vignaiole che hanno accettato la sfida dell’enologia con determinazione sfatando sempre più questo tabù. Un risultato derivato da un percorso inverso, rispetto a un tempo, partito stavolta dalla città verso la campagna, ripercorrendo le orme di coloro che furono, alla ricerca della pura espressione vitivinicola piemontese.

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