Piero Busso – Langhe Sauvignon – 2024

Tra le scommesse fatte agli esordi della cantina ci fu quella di puntare su un’altra varietà bianca, divenuta famosa già con l’azienda Gaja e il loro Alteni di Brassica: il Sauvignon Blanc. Il vigneto si trova a Neive di 1,30 ettari a 180 metri dove sia l’esposizione e il terreno di marne calcaree valorizzano la mineralità e aromaticità del vino. Vinificazione a grappolo intero in vasche d’acciaio e invecchiamento sulle fecce per diversi mesi prima di un riposo in bottiglia di 6 mesi. Ottima alternativa fatta in poche migliaia di bottiglie l’anno, dai sentori molto vegetali e floreali, palato fresco e di buona acidità.

  • Produttore: Piero Busso
  • Nome: Langhe Sauvignon
  • Vitigno: 100% Sauvignon
  • Anno: 2024
  • Gradazione: 13%
  • Formato: 750 ml
  • Produzione:

Note Produttive: vinificazione col grappolo intero in vasca di acciaio, invecchiamento sulle fecce fini prima di essere imbottigliato.

Il vino contiene naturalmente solfiti

25,00

1 disponibili

Descrizione

Fra le innumerevoli storie della Langa c’è ne una che da sempre mi ha affascinato per la sua genuina tradizione mai cambiata da oltre 70 anni, è la cantina Piero Busso, piemontese di nascita e di fatto. Fondata nel 1948 a Neive sulla collina di Albesani da Guido Busso, lavoratore e intelligente agricoltore in quanto cominciava già a valorizzare la qualità del Nebbiolo localizzando le aree più idonee. L’azienda passò in mano al figlio Piero che seguendo gli insegnamenti paterni decise di produrre un Barbaresco che fosse la fotocopia del territorio, fu così che nel 1982 uscì la prima annata di Albesani. Negli anni sono state acquistate parcelle specifiche in modo da rispettare una dimensione piccola e familiare, oggi infatti si contano 10 ettari dove figurano anche le vigne di Gallina e San Stunet per una produzione limitata ogni anno, non solo Nebbiolo ma anche Barbera, Chardonnay e Sauvignon blanc. Uno stile di approccio molto naturale con poco intervento seguendo un regime biologico certificato, no uso di sostanze chimiche in modo da preservare il legame con il territorio tipico dei vini, rese molto basse e in cantina si lavora tradizionale senza troppo utilizzo di tecnologia con lunghe macerazioni e l’uso di botti grandi negli invecchiamenti senza mai filtrare ogni vino così da renderli ancora più essenziali. Gestione puramente familiare ancora oggi in cui si omaggia il proprio passato, un piccolo produttore oramai diventato uno dei Grandi per il Barbaresco, questo è Piero Busso!

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