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Monsignore – Alta Langa Extra Brut – 2018

Prima etichetta rilasciata sul mercato con l’intenzione di trasmettere fin da subito la ricchezza fine e accattivante dell’Alta Langa. Composta da 50% Pinot Noir e 50% Chardonnay, vigneti intorno ai 20 anni d’età vicino Vicoforte ad altitudini fra i 400 e 500 metri con terreni argillosi e calcarei, condizioni idonee per avere aromi e acidità. Uve raccolte manualmente, vinificate in botti vecchie senza controllo della temperatura per alcune settimane, proseguendo poi con un affinamento sui lieviti in bottiglia per 36 mesi. Dosaggio Extra-brut, solo 5500 bottiglie per una bollicina che ha il sapore di novità, profumi agrumati e intensi che anticipano una beva succosa dalla bella acidità, freschezza e mineralità nel finale sono l’apice di un perfetto equilibrio.

  • Produttore: Monsignore
  • Nome: Alta Langa Extra Brut
  • Vitigno: 50% Chardonnay – 50% Pinot Nero
  • Anno: 2018
  • Gradazione: 12,5%
  • Formato: 750ml
  • Produzione: 5500 bottiglie

Note Produttive: fermentazione alcolica in botti di legno senza il controllo della temperatura. Affinamento sui propri lieviti per 36 mesi.

Il vino contiene naturalmente solfiti

32,00

12 disponibili

Descrizione

Ogni giorno nascono nuove storie che portano alla realizzazione di nuovi capitoli, è il caso di Monsignore considerato un’innovativa realtà nella realizzazione di bollicine. Nato nel 2014 dal progetto di Giuseppe Blengini e Roberta Ceretto, marito e moglie, e titolari rispettivi delle loro aziende, (architetto lui e Ceretto Vini lei ) con la volontà di investire nella produzione di Alta Langa di grande qualità. La cantina si trova a Vicoforte, vicino Mondovì, dove è stato ristrutturato un antico casale appartenente alla diocesi del luogo, 44 ettari di proprietà di cui 10 vitati in cui si coltivano Pinot Noir e Chardonnay dagli ottimi risultati per via delle forti escursioni termiche. Essendo ancora inesperti nella produzione di spumanti si è cercato l’ausilio di esperti, l’agronomo Giampiero Romana per valorizzare un terroir ricco di calcare mentre l’enologo Giuseppe Caviola riguardo le tecniche e i metodi di spumantizzazione: in questo modo si è arrivati ad effettuare la prima vendemmia nel 2017. Si adoperano gli stessi insegnamenti impartiti nel corso delle generazioni, rispetto ambientale e trattamenti naturali nelle vigne, in cantina si ricorre all’uso del legno nelle vinificazioni per donare più carattere espressivo ai vini, affinamenti in bottiglia legati all’andamento dell’annata. Tanto futuro in questa nuova sfida.

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